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“Ma quale cambiamento climatico, è Gennaio e fa freddissimo”.
Dite la verità: quante volte vi siete ritrovati a dover rispondere a frasi come queste o, al limite, ad averle addirittura pronunciate voi stessi?
Il cambiamento climatico e i rischi che esso comporta sono ancora poco percepiti dalla collettività, che faticosamente fa piccoli passi in avanti.

Ti sei mai chiesto perché la percezione del rischio climatico sia così controversa?
Quali sono gli elementi che ci portano a non “sentire” il pericolo?
Cerchiamo di analizzarlo meglio in questo articolo.

Percepiamo il pericolo solo quando possiamo vederlo

L’anno appena trascorso ha scioccato la maggior parte della popolazione.
I motivi che hanno portato a “stare all’erta” sono semplici: si parla di rischi tangibili, visibili, e per questo (in qualche modo) percepiti in maniera più reale.
Il coronavirus possiamo “sentirlo addosso”: febbre, tosse, brividi, nausee, malessere.
Lo riconosciamo, lo intuiamo sugli altri, ed è ciò che fa alzare la nostra personale asticella dell’attenzione.

Uno dei motivi per cui, al contrario, la percezione del rischio legata al cambiamento climatico è così complicata da capire, è perché si parla di qualcosa di invisibile ai nostri occhi e apparentemente intangibile.

Il delicato ruolo della psicologia ambientale

Benché nel corso degli ultimi anni si siano fatti notevoli passi avanti rispetto alla percezione del passato, grazie all’attivismo sui social network e ad alcune importanti posizioni socio-politiche in merito, la percezione del rischio climatico resta preoccupante.
La percezione pubblica riconosce la pericolosità del problema, ma lo antepone a rischi più “vicini” alla propria sfera emotiva.
Terrorismo, malattie, povertà: questi sono i macro-argomenti che distolgono l’attenzione da quello che sta succedendo attualmente al nostro pianeta, complice ovviamente una comunicazione verticale che non supporta e non regala ampio respiro alla tematica del cambiamento climatico.

Un concetto astratto?

Il vero problema sembrerebbe proprio questo: il concetto astratto legato al cambiamento climatico.
Eppure i suoi effetti sono intorno a noi, molto più visibili di ciò che crediamo.
I cambiamenti a lungo termine che il rischio climatico comporterà devono essere assolutamente percepiti in maniera più reale.

Come è possibile dare un twist a questa problematica?

I fattori su cui basare il proprio pensiero

Educando noi stessi e i nostri figli alla vicinanza del rischio climatico, riusciremo ad intervenire in maniera più pronta e ad utilizzare i giusti strumenti affinché il mondo socio-politico si prenda carico appieno di questo problema.
Dobbiamo scardinare il pensiero che:

  • Il cambiamento avverrà “chissà quando”

  • Non siamo poi così esposti al rischio

  • Non siamo così coinvolti nei possibili disagi che ciò comporterà

  • Il Pianeta Terra è di tutti, così come il clima che lo caratterizza.
    Il rischio del cambiamento climatico è un fardello che deve essere preso in carico da tutti, dal piccolo cittadino al capo di stato.
    Solo così potremo sperare di applicare un reale cambiamento e di arginare ciò che, ad oggi, è possibile arginare.

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