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Pensa se esistesse una plastica da poter riciclare all’infinito, che non impatti sull’ambiente e assolutamente ecosostenibile.
Oppure un tessuto completamente vegetale, pensato per vestirci al meglio e per integrarsi con il mondo circostante: tutto questo è utopia, oppure realtà?
Lo andiamo ad esaminare oggi in questo nuovo articolo, esplorando le meraviglie di questi nuovi materiali e rispondendo ad un’annosa domanda: è davvero possibile riciclarli all’infinito?

Plastica da riciclare all’infinito: quanto c’è di vero?

plastica riciclabile

Negli ultimi anni, la plastica è diventata l’assoluta “antagonista” dell’ambiente.
Inquina, non viene riciclata a dovere, e rischia di far collassare vertiginosamente il nostro ecosistema.
Così, piano ma inesorabilmente, ci si è orientati verso alternativamente decisamente più ecosostenibili.

Tuttavia, pensare ad un mondo completamente “plastic-free” è ancora utopico, o comunque richiede un dispendio di tempo e risorse che potrebbero non andare di pari passo con ciò che serve oggi al nostro pianeta.
Ultimamente però si sta parlando molto della gamma-butirolactone, un polimero che risponderebbe all’esigenza del riciclo infinito.
Una nuova plastica quindi, con una sorta di perfetto ciclo di vita circolare che la rende decisamente green.

Questo nuovo polimero riciclabile chimicamente non è però ancora stato brevettato: la speranza è che i test diano i risultati sperati, e che questo ci porti a poter utilizzare – finalmente – un’alternativa che rappresenterebbe davvero una rivoluzione totale.

Abbigliamento vegetale: vestirsi con le foglie d’ananas

tessili vegetali

Per quanto la plastica si trovi sempre sul podio della negatività quando si parla di inquinamento ambientale, anche i tessuti con cui vengono prodotti i vestiti che indossiamo quotidianamente sono altamente inquinanti.
La produzione di anidride carbonica inerente l’industria dell’abbigliamento riporta dati agghiaccianti: oltre 200 milioni di tonnellate, alle quali vanno ovviamente aggiunti lo spreco d’ acqua ed energia.

Il poliestere, ad esempio, uno dei più conosciuti tessuti sintetici, non è biodegradabile.
Insomma, i danni sono davvero ingenti.
Qual è quindi la soluzione?

Il tessuto riciclato, ovviamente, ma anche il tessuto 100% vegetale come il Piñatex.
Questo tessuto è ricavato direttamente dalle foglie di ananas, che rappresentano uno scarto che – altrimenti – andrebbe al macero.
Ne deriva un tessuto traspirante e leggero, resistente all’acqua e completamente naturale: sembra proprio che stia titillando la curiosità di tanti stilisti in tutto il mondo e noi non possiamo che augurarcelo.

Altri tessuti innovativi sono la fibra di eucalipto e quella derivante dal legno di faggio, vere meraviglie sostenibili.
Puoi trovare una piccola selezione qui sotto l'articolo, sono tessuti favolosi anche da regalare!

Tante alternative, un unico concetto: economia circolare

economia circolare

Tutte queste alternative illustrate, dalla plastica infinitamente riciclabile ai tessuti vegetali, rientrano nel processo dell’economia circolare.
L’economia circolare è un concetto che illustra come si possano riutilizzare, riparare, ricondizionare e riciclare i materiali al fine di crearne di nuovi e – soprattutto – più resistenti nel tempo.
Tutto ciò riduce sensibilmente la pressione sull’ambiente, limita lo spreco di materie prime e crea nuovi posti di lavoro.

Conosci altri nuovi materiali di riciclo? Per cosa li useresti?
Commenta qui sotto l’articolo!

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