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La pandemia ha obbligato, un po' tutti, a fermarsi; e in questa pausa abbiamo potuto riflettere su tanti argomenti che, nei soliti tempi frenetici del prima, ci sfuggivano e più semplicemente, certe domande non ce le ponevamo perché il tempo non c'era.

Qualche tempo fa Susan ed io dovevamo decidere l'argomento del prossimo articolo per il blog; tra tante tematiche valide ne abbiamo scelto una di cui si parla poco e non in maniera esaustiva – l'impronta ecologica del web.
Avete già letto qualcosa a riguardo?

In genere si pensa ad internet come una realtà eterea, immateriale e per questa ragione, tendenzialmente, siamo portati a credere che sia la svolta più ecologica della storia per quanto riguarda l'informazione.
E invece non è proprio così semplice.

Quanti di noi sanno veramente come funziona il web?
Dove si immagazzinano tutte le nostre informazioni caricate ogni giorno sui “cloud” o “nuvole”?
Dove finiscono tutte le nostre ricerche, like e commenti fatti sui social?

Ebbene, finiscono su giganteschi server fisici, macchinari giganteschi che servono a contenere tutti questi dati e che per lavorare consumano una quantità incredibile di energia elettrica che solo in piccolissima parte arriva da fonti sostenibili e rinnovabili.
I numeri sono spaventosi: tra il 2 e il 4% delle immissioni di co2 a livello mondiale arriva dal web e il 7% dei consumi di energia arriva dal settore Ict (Information and Communication Technology, cioè, Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione).

I grandi del settore come Google, Facebook e Apple si stanno impegnando a rendere 100% sostenibili i loro server e produzioni nel giro di pochi anni ma altri colossi del web sono ancora molto indietro in materia come Amazon e Alibaba per esempio.
Senza parlare di Netflix o dei giochi on line che spostano quantità sbalorditive di dati ogni giorno e che ancora non hanno pensato a misure di contenimento e sostenibilità.
Pensate che secondo le stime di Greenpeace Italia, se internet fosse uno stato sovrano sarebbe il sesto consumatore di energia del mondo!

Dopo aver letto tutti questi dati, e suggerisco a tutti di farlo, mi sono chiesta che impronta personalmente lascio ogni giorno sul pianeta da questo punto di vista; mi sono chiesta quante volte ho letto notizie inutili su gossip, o politica o fatto ricerche tanto per passare il tempo, oppure mi è venuta in mente la mia posta elettronica strapiena di mail non letta e newsletter mai aperte e la cui iscrizione non ho mai cancellato per pigrizia.
Nel nostro piccolo, come sempre, possiamo fare dei cambiamenti, cominciando, per esempio, con liberare sia la posta elettronica che, più in generale, i cloud da informazioni inutili che sovraccaricano i server o evitare di cliccare per sapere se quella attrice è veramente incinta o se è vero che posso diventare “milionaria” lavorando da casa usando solo un pc ( e qui ci sarebbe bisogno di un altro articolo e tante altre riflessioni!).

Sempre di più dobbiamo tornare a sentirci parte della natura per sfruttare la tecnologia senza fare danni all'ambiente.

Alla prossima!

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