0

È finito il mese di luglio e Susan ed io ci domandavamo come fosse andata la sfida del mese senza plastica e l'impatto del Covid sull'inquinamento.

Per chi non lo sapesse la challenge è partita dall'Australia 11 anni fa e al primo richiamo online ha aderito una quarantina di persone soltanto; l'anno scorso invece ci sono state circa 250 milioni di risposte da 177 paesi!
Un risultato positivo che indica una sempre maggiore consapevolezza sui danni dell'inquinamento da plastica nel nostro pianeta.

L'Italia ha mosso i primi passi nel 2011 quando ha messo al bando le buste in plastica monouso per la spesa sostituendole con quelle in bioplastica compostabile.
E nonostante le innumerevoli iniziative importanti portate avanti in tutto il mondo, produciamo ancora una quantità spaventosa di questo materiale e ogni anno finisce nel mare qualcosa come 8 milioni di tonnellate di plastica, principalmente sacchetti usa e getta.

E qui torniamo al presente e alla situazione creatasi con la pandemia: dobbiamo chiederci che impatto avrà non solo su di noi, ma sull'ambiente.
Chiunque sia andato anche semplicemente a fare la spesa, negli ultimi mesi, ha potuto constatare che la mentalità della gente non è per niente cambiata: guanti e mascherine gettati ovunque senza nessun riguardo.

Si continua a non sentirsi parte del pianeta, come se mancasse un totale senso di appartenenza.

Per non parlare delle normative socio sanitarie, più che giuste, ma che se nel pieno della pandemia potevano passare in secondo piano, a lungo termine dovranno essere studiate bene per garantire anche la sostenibilità dell'intero sistema.
Pensando a tutto questo materiale derivante dall'emergenza sanitaria che è quasi impossibile da riciclare, bisognerà trovare alternative ecologiche e sostenibili per affrontare il futuro.

Ad aprile Greenpeace già denunciava i tentativi dell'industria dell'usa e getta di aggirare o rimandare accordi come la Plastic Tax, una tassa ideata per ridurre il consumo o la produzione di materie plastiche.
Dobbiamo stare attenti!

La quasi totalità della plastica prodotta nel mondo, da quando è stata inventata, è ancora in circolazione visto che ci mette dai 100 ai 500 anni per biodegradarsi e questo dovrebbe bastare per obbligarci a fare la nostra parte, anche se piccola, come rifiutare sacchetti e cannucce.
Non abbassiamo la guardia!

Ridurre, riciclare, riusare.

Alla prossima,
Natalia

Commenti al post

Lascia un commento

La tua mail non sarà pubblicata